Numero verde Pronto Nonno a Roma

E’ stato istituito un numero verde “Pronto Nonno” (800.147.741) in collaborazione tra Regione Lazio e Comune di Roma per garantire un punto di riferimento per gli anziani e per chi resta d’estate in città. Questi ed altri provvedimenti sono contenuti nel “piano caldo 2009″, presentato insieme alla firma del protocollo d’intesa tra Regione e Comune, in collaborazione con la Protezione civile e le 5 Asl della capitale.

Per dare ascolto agli anziani della capitale un nucleo sanitario della protezione civile risponderà alle richieste telefoniche. Il primo livello di intervento consisterà in un colloquio telefonico successivo a seguito del quale il personale della protezione civile valuterà se trasportare l’anziano in una struttura sanitaria.

Il “Piano caldo” è organizzato insieme agli “Angeli di Roma” con le oasi estive e i servizi di assistenza e socializzazione rivolti agli anziani e pervede anche un cartellone di eventi dedicati agli over 65. La prenotazioni possono essere fatte chiamando il numero 06.4461141. Tra le associazioni coinvolte figurano le Acli, Caritas, Libera cittadinanza, Nuova Sair, Sant’Egidio, Unitalsi.

La malattia di Alzheimer: perdere i ricordi è perdere sé stessi.

anzianiOgni mattino Carlo si scopre innamorato della stessa donna, Elena, e la corteggia timidamente sebbene lei sia già sua moglie e lui non lo ricordi. E’ la trama del cortometraggio “Ogni Giorno” con Stefania Sandrelli e Carlo delle Piane, realizzato da SKY Cinema e Nuvola Film con il sostegno della Federazione Alzheimer Italia, che narra con delicatezza un’esperienza drammatica come la malattia di Alzheimer, che colpisce la memoria, e che cancella i ricordi di una vita.

La malattia di Alzheimer è la forma di demenza più diffusa nei paesi industrializzati. In Italia colpisce circa 600.000 persone e si calcola che nei prossimi vent’anni questa cifra raddoppierà. Si tratta di una forma di demenza progressiva, dovuta a un processo degenerativo a carico di numerose cellule nervose della corteccia cerebrale e di altre aree del cervello. Prende il nome dal medico tedesco Alois Alzheimer che nel 1906 osservò alcuni cambiamenti nei tessuti cerebrali di una donna morta a causa di un’insolita malattia mentale. Il Dr. Alzheimer trovò gruppi anomali e fasci aggrovigliati di fibre nervose. Gli agglomerati sono oggi definiti placche amiloidi e i fasci di fibre aggrovigliate sono detti viluppi neuro-fibrillari.

La spiegazione corrente dei meccanismi della malattia di Alzheimer è quella della distruzione dei neuroni, soprattutto in alcune aree cerebrali, a causa di queste due formazioni patologiche: le placche contenenti la proteina beta-amiloide e i grovigli neuro fibrillari contenenti la proteina tau, due sostanze presenti fisiologicamente nel cervello. Gli scienziati hanno poi individuato altri cambiamenti nel cervello delle persone vittime di Alzheimer: una perdita di cellule e di vie nervose nelle aree del cervello vitali per la memoria e per altre abilità mentali e anche un abbassamento dei livelli di alcune sostanze chimiche presenti nel cervello che mediano la comunicazione di messaggi complessi tra le cellule nervose.

Uno dei primi sintomi dell’Alzheimer è costituito dalla perdita di memoria, inizialmente lieve e col tempo sempre più estesa, soprattutto per quel che riguarda la memoria a breve termine. Altri sintomi sono: * disorientamento, * perdita della capacità di attenzione e di orientamento, * difficoltà nel calcolo, * ansia, * depressione, * disturbi di personalità. Da una ricerca, condotta da Rocca et al. del Mayo Clinic College of Medicine di Rochester, Usa su circa quattromila parenti di primo grado di persone con Parkinson, è risultato che nei familiari di malati di Parkinson il rischio di declino cognitivo o di Alzheimer cresce del 37%.

Tale rischio aumenta fino al 73% nei parenti dei soggetti che sviluppano il Parkinson prima dei 66 anni. Secondo gli autori dello studio, che è stato pubblicato su “Archives of Neurology”, i risultati suggeriscono l’esistenza di una serie di fattori di rischio comuni ad Alzheimer e Parkinson, forse anche di tipo genetico. A oggi per la cura della malattia d’Alzheimer non ci sono farmaci che possono portare a completa guarigione, ma esistono farmaci che possono rallentarne la progressione e ridurre alcuni sintomi come, ad esempio, l’aggressività, l’ansia, deliri ed allucinazioni, depressione, disturbi del sonno. Forse in futuro un esame del sangue riuscirà a individuare il declino cognitivo in arrivo. Gli scienziati ci stanno lavorando in tutto il mondo.

Negli Usa, ricercatori dell’Università di Stanford, California, hanno messo a punto un test, pubblicato a ottobre su “Nature Medicine”, che riconosce, nove volte su dieci, i malati di Alzheimer. Gli scienziati hanno scoperto che nel sangue di chi è destinato all’Alzheimer sono presenti, anche nelle primissime fasi della malattia, dosi caratteristiche di 18 proteine che servono a far comunicare le cellule fra loro. Nonostante sia di indubbio interesse, questo studio richiede di essere confermato. In Italia, uno studio, apparso ad agosto su “Molecular Psychiatry”, ha proposto un nuovo marcatore della malattia di Alzheimer, misurabile nel sangue mediante un piccolo prelievo. I

dati mostrano anche una correlazione positiva del parametro con l’età, osservazione che suggerisce come la maggiore utilità del marcatore riguardi i pazienti fino a 75 anni di età. Il risultato è frutto di una collaborazione tra due gruppi italiani delle Università di Pavia (coordinato da Stefano Govoni del Dipartimento di Farmacologia) e di Brescia (Maurizio Memo del Dipartimento di Scienze Biomediche e Biotecnologie) e di un progetto di ricerca realizzato con i fondi del Ministero dell’Università e della Ricerca. Si tratta di esami che, per il momento, sono da utilizzare unicamente in ambito di ricerca e non nella pratica clinica.

Di grande importanza è l’assistenza fisica e psichica al malato, che non sempre può essere garantita dai suoi familiari e in alcuni casi va affidata a figure professionali specializzate. La malattia, infatti, ha un forte impatto sociale della malattia e porta con sé la crescente necessità di supportare le faLa malattia di Alzheimer: perdere i ricordi è perdere sé stessi.

Contatti

Dott.ssa Carmen Pernicola

Psicologa, iscritta all’Ordine degli Psicologi del Lazio

Roma

Tel. 06.83518262 – 3494738098

carmen.pernicola@fastwebnet.it

Chi sono

Dott.ssa Carmen Pernicola, psicologa clinica e di comunità – Roma

Psicologa clinica e di comunità, iscritta all’Ordine degli Psicologi del Lazio, esperta nell’assistenza psicologica alla persona anziana e ai suoi familiari, consulente tecnico di parte a tutela dei minori e per il risarcimento dei danni psichici.

Specializzata in Psicologia Oncologica e delle Malattie Organiche Gravi presso l’Unità di Psicologia Oncologica del Dipartimento di Medicina Sperimentale e Patologia dell’Università La Sapienza di Roma e su problematiche relative all’ascolto e alla perizia psicologica nei casi di maltrattamento e di abuso all’infanzia, con la Fondazione Maria Regina di Teramo.

Collaboratrice, in passato, con l’Associazione per le Unità di Cura Continuativa Moby Dick di Roma nel sostegno psicologico a pazienti con patologia oncologica.

Docente presso Obiettivo Psicologia s.r.l. sul tema del danno biologico psichico.

Pubblicazioni

Volumi pubblicati:

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Guida alla valutazione del danno biologico di natura psichica. Criteri, esempi, tabelle. Franco Angeli, 2008


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Psicologia della Conservazione. Il fattore umano della conservazione ambientale. Psiconline, 2006


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Il gioco e i giocolaboratori nell’ascolto del disagio infantile. in Infanzia. Aspetti e problemi psicologici. Psiconline, 2006


Consulenze per:

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Nuova protesi biologica per la caviglia

1510041573.jpgLe protesi per la caviglia oggi esistenti in commercio sono per lo più in titanio o acciaio e se, per le protesi d’anca o di ginocchio questo non è un problema, lo stesso non si può dire per la caviglia.

Una tecnica che permetterebbe di evitare le fratture frequenti o altre complicazioni è stata messa a punto da Daniel K. Lee, direttore del reparto Foot & Ankle Surgery dell’University of California San Diego Medical CenterMedical Journal of Foot & Ankle Surgery.

Questa tecnica innovativa consiste nella sostituzione dell‘intera articolazione con un materiale biologico, molto simile al collagene presente nella cartilagine dell’uomo. Il materiale utilizzato ha numerosi vantaggi perché non comporta rischi di rigetto, non richiede che il paziente assuma immunosoppressori, è sterile ed ipollargenico. Viene già utilizzato da più di 10 anni dalla chirurgia cardiaca per le valvole del cuore ma anche dalla chirurgia plastica ed addominale.

L’intervento per l’impianto della protesi per la caviglia ha una durata di circa 2 ore ed è poco invasivo: consiste, infatti, nella rimozione della cartilagine danneggiata attraverso una incisione di 4 cm e nella sostituzione con il suddetto materiale biologico, modellato attorno al giunto a seconda le necessità di ogni paziente. Dopo sole 3 settimane dall’intervento si può osservare la fusione del materiale biologico al tessuto del paziente trattato.

L’obiettivo è quello di ottenere un sostanziale miglioramento della mobilità in modo tale da permettere il ritorno alle attività preferite dal paziente ed una notevole riduzione del dolore che usualmente accompagna tale intervento.

Fonte: www.medgadget.com, 24 giugno 2008

Il supermecato a misura di anziani

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6.9.2008. Cittadini dai capelli d’argento, benvenuti al Supermercato Senior. Le porte scorrevoli si aprono e arie soavi di musica classica riempiono il negozio mentre sotto i tuoi piedi c’è un pavimento anti-scivolo e corridoi larghi il doppio del solito.

Le luci dal soffitto sono più intense del normale, gli scaffali sono dotati di gradini, e per quelli che vogliono dare momentaneo sollievo ai loro piedi doloranti ci sono sedie per loro invece che per i bambini; i carrelli sono molto più leggeri e manovrabili. In alternativa ci sono cestini con rotelle che possono essere tirati invece che spinti. E se comunque anche questo è troppo faticoso, ci sono bottoni da premere per chiamare il personale ad assistervi, o per trovare prodotti o se ci si sente male.

Le bilance per pesare la frutta e la verdura sono dotate di una voce elettronica che dice il peso e il costo di quello che abbiamo preso. E sugli scaffali ci sono lenti di ingrandimento per leggere i dettagli delle etichette, che in ogni caso sono scritte in caratteri grandi. E alla fine, per rendere lo shopping meno stancante, c’è anche una stanza per rilassarsi, dove è possibile persino farsi fare un bel massaggio.

Tesco è la quarta catena di supermercati al mondo, con profitti per oltre due miliardi di sterline e un fatturato di 48 miliardi: ogni sette sterline che si spendono nel Regno Unito, una finisce nelle sue casse.

Il fondatore dell’Istituto di studi geriatrici dell’Università di Newcastle, accanto al quale la Tesco ha aperto uno dei suoi primi supermercati, il professor Jim Edwardson, 67 anni, sostiene che come «quasi tutto nei supermercati britannici è sbagliato per le persone anziane, a partire dagli scaffali che sono troppo alti per essere facilmente raggiunti o troppo bassi, da doversi piegare in due. Le etichette sono illeggibili, le confezioni sono difficili da aprire e la distribuzione dei prodotti è cambiata di continuo, un disagio soprattutto per gli anziani. Loro vogliono semplicemente sapere dove sono i cornflakes e la verdura, piuttosto che essere costretti a cercarli per ore, tutte le volte in posti diversi».

Per approfondire la propria ricerca di mercato Tesco ha portato il professore e un gruppo di pensionati in un nuovo supermercato di Berlino, concepito per gli anziani e battezzato con il nostalgico nome di «Kaiser». Quello che vi abbiamo descritto è il risultato, importante per tutti.

Fonte: La Stampa

Invalidità civile

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La persona affetta da patologie importanti può chiedere il riconoscimento dell’invalidità civile. Una commissione medica della ASL, dopo la visita della persona e la visione della documentazione medica, redige un verbale su cui è indicata la percentuale dell’invalidità.

Chi è considerato invalido civile

- il cittadino di età compresa tra i 18 e i 65 anni che ha menomazioni congenite o acquisite, anche a carattere progressivo (compresi gli irregolari psichici e le insufficienze mentali derivanti da difetti sensoriali e funzionali) che ha una riduzione della capacità di lavoro non inferiore a 1/3;

- il minore di anni 18 con difficoltà persistenti a svolgere compiti e funzioni proprie dell’età

- il cittadino con più di 65 anni che ha difficoltà a svolgere i compiti e le funzioni proprie della sua età. Non sono considerati invalidi civili gli invalidi di guerra, del lavoro o per servizio, i ciechi civili e i sordomuti che sono tutelati da norme specifiche, più avanti illustrate. A che cosa serve A richiedere alcuni ausili Con il 67% ed oltre, la persona ha diritto alla tessera Metrebus a costo agevolato, all’esenzione sulle analisi, lastre, ecc. Con il 75% ed oltre, la persona ha diritto alla riduzione della tassa comunale per la nettezza urbana, all’esenzione dall’ICI. Con il 100% dell’invalidità la persona ha diritto all’esenzione totale del Ticket, alla riduzione del prezzo dei treni (carta blu), all’esenzione dal bollo automobilistico, all’acquisto di autovettura con IVA agevolata al 4%, al contributo per l’abbattimento delle barriere architettoniche, alla tessera Metrebus a costo agevolato con accompagnatore gratis, ai buoni taxi.

Con il 100% dell’invalidità e l’incapacità a compiere gli atti quotidiani della vita o a deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore (legge 18/80) si ha diritto all’indennità di accompagnamento. In questo caso sul verbale sono barrati i codici 05 e 06. Diverso grado d’invalidità La legge ha stabilito, in base ad apposite tabelle, il diverso grado di invalidità in corrispondenza del quale si ha diritto a diversi benefici:

a) il 33,33% (un terzo) d’invalidità e´ la soglia minima per essere considerato invalido e da` diritto a prestazioni protesiche e ortopediche;

b) con il 46% d’invalidità si ha diritto all’iscrizione nelle liste speciali per l’assunzione obbligatoria al lavoro.

Per avere diritto alle prestazioni economiche che tratteremo più avanti, la legge chiede un grado maggiore di invalidità.

Se e´ maggiorenne

Con il 74% è riconosciuta la qualifica di invalido parziale e si ha diritto all’assegno mensile. Con il 100% è riconosciuta la qualifica di invalido totale e si ha diritto alla pensione di inabilità; se l’interessato e´ anche non autosufficiente non autonomamente deambulante ha diritto all’indennità di accompagnamento.

Se è minorenne

Se l’invalido minorenne non ha autonomia nella deambulazione o ha la necessità di assistenza continua in quanto non e´ autosufficiente, ha diritto all’indennità di accompagnamento.

Hanno diritto all’indennità mensile di frequenza:

a) il minorenne invalido che ha difficoltà persistente a svolgere i compiti e le funzioni della propria età

b) il minore ipoacusico che ha una perdita uditiva superiore ai 60 decibel nell’orecchio migliore nelle frequenze di 500, 1000,  2000 hertz,e che, per la sua minorazione deve far ricorso continuo o anche periodico a trattamenti riabilitativi o terapeutici. Collocamento L’invalido civile ha la facoltà di iscriversi nelle liste di collocamento obbligatorio al lavoro.

Come si richiede La domanda per il riconoscimento dell’invalidità civile deve essere presentata compilando un apposito modulo con allegati la fotocopia di un documento valido di riconoscimento, il certificato del medico curante attestante la patologia e la documentazione clinica in fotocopia (cartelle cliniche, certificati di medici specialisti, ecc..). Il medico curante deve specificare sul certificato se la visita della commissione deve essere fatta a domicilio. Nel caso in cui s’intende chiedere l’indennità di accompagnamento il medico deve specificare che la persona non è in grado di compiere gli atti quotidiani della vita o di deambulare senza aiuto. Alla visita della commissione è possibile farsi assistere dal proprio medico di fiducia. Nel caso in cui la commissione medica riscontra che l’invalidità è suscettibile di modificazioni nel tempo, fissa un termine, alla cui scadenza, la persona sarà riconvocata a visita e sottoposta a nuovi accertamenti sanitari.

L’aggravamento

Nel caso ci sia un peggioramento delle condizioni di salute, qualora sia stata già riconosciuta l’invalidità dalla Commissione della ASL, può essere presentata domanda di aggravamento. La domanda deve essere presentata compilando l’apposito modulo con allegati: la fotocopia del precedente verbale d’invalidità e del documento di riconoscimento, il certificato del medico curante e la documentazione medica che attesta l’aggravamento della patologia per la quale la persona è già stata riconosciuta invalida o l’eventuale insorgenza di altre patologie.

Dove si richiede

La domanda di riconoscimento dell’invalidità civile e dell’aggravamento si devono presentare alla Commissione medica, istituita presso l’Azienda Sanitaria di residenza. Esistono due diversi modelli per la presentazione della domanda, uno per la persona maggiorenne e l’altro per la persona minorenne interdetta. Alla domanda devono essere allegati il certificato medico attestante la natura dell’infermità invalidante ed ogni altra documentazione integrativa.

Indennità di accompagnamento

È un’indennità economica che viene data all’invalido perché la utilizzi come ritiene più opportuno per la propria assistenza. Si ha diritto all’indennità di accompagnamento se la persona viene riconosciuta invalida al 100% ed incapace di compiere gli atti quotidiani della vita o di deambulare senza aiuto.

In questo caso quando si riceve il verbale di invalidità, una copia di questo con allegato un modulo compilato, devono essere consegnati all’Ufficio INPS (vedi INPS pag. 200). La liquidazione dell’indennità di accompagnamento spetta all’Ufficio INPS della zona di residenza ed il pagamento, decorre dalla data della visita, può avvenire sia tramite la riscossione presso un Ufficio postale sia attraverso l’accreditamento su un c/c bancario o postale. La modalità scelta per la riscossione dell’indennità deve essere specificata nel modulo della domanda di riconoscimento dell’invalidità civile.

Il ricorso

Nel caso in cui l’esito del riconoscimento dell’invalidità civile non sia stato soddisfacente, è possibile presentare ricorso entro 60 giorni dalla notifica del verbale. La domanda compilata su un apposito modulo con allegata la fotocopia del verbale che si vuole contestare deve essere inoltrata al Ministero del Tesoro – Direzione Generale dei Servizi Vari e Pensioni di Guerra – Via Casilina, 3 – 00182 ROMA.

Essendo un atto giudiziario i tempi d’attesa sono piuttosto lunghi ed è consigliabile farsi assistere nella presentazione del ricorso da un legale o da un Patronato.

Per informazioni sulle pratiche

Dal 1 luglio 2002, le ASL di Roma e della Provincia, sulla base della residenza dell’utente, trasmettono i verbali di invalidità e la documentazione relativa direttamente alla sede di zona dell’INPS competente per territorio.

I cittadini potranno quindi recarsi presso l’ufficio INPS della propria zona per richiedere informazioni sulla definizione della propria pratica di invalidità (Vedi INPS pag. 200). Per i verbali fatti pervenire dalle ASL di Roma e Provincia prima del 1 luglio 2002, invece, i cittadini interessati dovranno continuare a fare riferimento all’Ufficio Invalidi Civili di via Ostiense 131/L, anch’esso passato alla gestione diretta dell’INPS, pur se con un forte supporto operativo del Comune di Roma fino all’esaurimento delle pratiche arretrate.

Accompagnamento

Accompagnamento Il servizio di accompagnamento è rivolto alle persone anziane che hanno difficoltà a muoversi autonomamente, per aiutarle a spostarsi nelle città.
Il servizio viene svolto in maniera discreta e riservata, incoraggiando la persona anziana a servirsi di tutte le proprie potenzialità con l’obiettivo di mantenere o riacquistare la propria autonomia ed interagiscono con medici, personale infermieristico, terapisti della riabilitazione.
E’ rivolto anche alla persona anziana non completamente autosufficiente nelle attività quotidiane fuori casa e nel disbrigo delle pratiche burocratiche.

Prevede anche la possibilità di usufruire di un’autista.

Corsi di informatica

Corsi di informatica

E’ possibile richiedere lezioni private individuali e di gruppo di informatica per le persone anziane che desiderano apprendere la conoscenza degli strumenti base per l’utilizzo del computer o aggiornare le proprie nozioni già acquisite in precedenza.
I corsi permettono l’apprendimento delle competenze base per l’utilizzo di programmi di scrittura, di calcolo, internet e posta elettronica.

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